La posizione San Ti Shi

Nello Xing Yi Quan la postura principale prende il nome di San Ti Shi (o della trinità: cielo-terra-uomo). Questa posizione di Zhan Zhuang assume un ruolo fondamentale per lo studio di questo stile in quanto ne rappresenta la base…qui si costruisce il radicamento e ciò che adesso viene sinteticamente descritto con il termine “struttura”. Sun Lutang era solito infatti far praticare questa postura per molto tempo ai suoi studenti prima di procedere all’insegnamento degli elementi e di tutto il resto.

In questa posizione troviamo le caratteristiche di quattro animali:

  1. Gambe del Gallo
  2. Corpo del Drago
  3. Spalle dell’Orso
  4. Testa della Tigre

Questa postura compare all’inizio ed alla fine di ogni sequenza e durante la sua pratica il peso dovrebbe essere completamente sull’arto posteriore.

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In questa posizione si attua l’unione tra Cielo (Tian) Uomo (Ren) e Terra (Di) permettendo così di armonizzare la catena fondamentale degli stili interni: YI (intenzione) QI (energia) LI (forza) XING (forma) SHEN (spirito).

“Voi, onorevoli Maestri, siete incredibili per come riuscite a ricordarvi tutti quei movimenti complicati.

Io ho soltanto questo semplice esercizio”.

Wang Xiang Zhai (parlando dello Zhan Zhuang)

 

Alessandro Scorzoso

Lo Xing Yi Quan

GuoDescrivere lo Xing Yi Quan a chi pratica arti marziali non è cosa facile ed ancor meno facile è descriverlo ai non praticanti. Una cosa è certa, quando ci vogliamo cimentare nelle Arti Marziali a 360° e cioè considerando l’aspetto della salute, della filosofia e del combattimento, nel panorama degli stili cinesi, non possiamo fare a meno di considerare lo Xing Yi Quan. Ad una osservazione superficiale lo XYQ appare semplice ed estremamante lineare nelle sue movenze ma in realtà nasconde un lavoro profondo e complesso che, se ben eseguito, permette di assumere il pieno controllo del corpo e della mente fondendoli insieme come se fossero realmente un’unica entità che si muove all’unisono in modo spiraliforme ed armonico.  Raffinato nel lavoro della mente, accurato nello studio del corpo e delle sue dinamiche, profondo nello studio dell’allineamento e della stimolazione dei punti energetici (MTC), efficace nelle sue applicazioni, lo XYQ racchiude in sè tutti i principi degli “stili interni” e chiunque voglia capire il significato del “lavoro interno” (Nei Gong in cinese mandarino) non può fare a meno di confrontarsi con questo stile.

Cenni storici:

Lo Xing Yi Quan è da sempre considerato uno dei principali stili cosiddetti “interni” (Nei Jia) di Wu Shu in quanto di origini molto antiche e varie sono le storie riguardo alla sua creazione. Tradizionalmente due sono le versioni maggiormente accettate: una attribuisce la sua nascita al leggendario Generale Yue Fei (1103-1142), personaggio epico nella cultura cinese che si distinse per il suo eroismo, l’altra attribuisce le sue origini a Ji Jike (1602-1683). Yue Fei è tutt’oggi una figura molto amata e venerata nella cultura cinese in quanto fu un eroe militare che, in un periodo di corruzione, guerre e carestie, continuò a combattere per la Dinastia Song mantenendo vivi i suoi ideali di bontà, rettitudine e lealtà e rappresentando quindi un esempio di uomo estremamente virtuoso. A partire da qui molti sono i Maestri che nella storia dello Xing Yi Quan si sono distinti per le loro doti e per aver contribuito in modo determinante al suo sviluppo, tra questi possiamo citare Dai Long Bang e Li Neng Ran che, tra gli altri, tramandò la sua arte ai famosi Guo Yun Shen e Liu Qi Lan. Il Maestro Guo Yun Shen poi, noto per le sue capacità di combattente, ebbe come allievi nientedimeno che Sun Lutang e Wang Xiang Zhai (creatore dell’Yi Quan).

Caratteristiche:

Tradotto come “boxe della forma e dell’intenzione” lo Xing Yi Quan viene usualmente suddiviso in tre tipologie legate alle province della Cina in cui si è maggiormente sviluppato: Hebei, Shanxi ed Henan. Da un punto di vista tecnico gli stili dell’Hebei e dello Shanxi hanno caratteristiche simili tra loro ed hanno come fondamento lo studio dei 5 elementi e dei 12 animali mentre quello dell’Henan, che secondo alcune fonti fu fondato da Ma Xueli e detto anche Xinyi Liuhequan o Xing Yi Quan musulmano in quanto praticato prevalentemente dalla minoranza Hui, si basa sullo studio dei 10 animali.

In generale lo studio dello Xing Yi Quan, se praticato in modo tradizionale, prevede esercizi di pratica statica (San Ti Shi) in singolo e a coppia, qi gong (Dan Tian Gong, etc.), forme a mani nude (ad esempio Wu Xing Quan, Wu Xing Lian Huan, Za Shi Chui, Ba Shi, etc.) e con armi (sciabola,bastone, spada e lancia), applicazioni a coppia, combattimenti prestabiliti (ad esempio Wu Xing Sheng Ke, An Shen Pao, etc), combattimento libero (Xing Yi San Da).

Le arti marziali (almeno quelle cinesi) devono comprendere sempre tre aspetti: la salute, la filosofia e la lotta e questa triplicità è alla base proprio dello Xing Yi Quan che quindi consente di studiare le arti marziali in modo completo e profondo. L’esecuzione di ogni singolo movimento o posizione deve essere svolta in accordo con le leggi della MTC e del taoismo esprimendo così una ricchezza incredibile di conoscenza e benefici.Vari sono gli esempi che potremmo considerare a conferma di ciò, in primis il passaggio dalla posizione di partenza fino alla caratteristica posizione San Ti Shi da mettere in relazione alle fasi della cosmogonia taoista (Wu ji, Tai Ji, Liang Yi, Si Xiang, Ba Gua), oppure lo studio delle cinque tecniche fondamentali di pugno (Pi-Zuan-Beng-Pao-Heng), che sono collegate, secondo i princìpi della MTC, agli organi interni (polmoni-reni-fegato-cuore-milza) e, nella filosofia taoista, ai cinque elementi (Wu Xing) costitutivi (metallo-acqua-legno-fuoco-terra), o ancora Wu Xing Sheng Ke (combattimento prestabilito) che rappresenta i cicli creativo e distruttivo dei cinque elementi e molti altri esempi ancora.

Ponendo come base di studio la ricerca della forza esplosiva (Fa Li) e del radicamento (zhan zhuang) lo Xing Yi Quan si distingue per i suoi movimenti eseguiti in modo esplosivo e per la caratteristica posizione San Ti Shi. Ad una osservazione esterna e superficiale lo Xing Yi Quan può apparire caratterizzato solo da movimenti lineari e diretti ma è una interpretazione erronea in quanto abbiamo a che fare con un sistema molto complesso in cui “l’energia” interna ed il corpo si devono muovere in modo spiraliforme, fluido, con potenza ed in perfetta unità. Studiare questo stile significa assimilare dei princìpi, tutto deve partire dal Dan Tian e dalla spinta dei piedi e si deve acquisire la capacità di usare il corpo come un’unica entità padroneggiandone ogni infinitesima parte in accordo con le leggi dello Yin e Yang e realizzando quindi tutti i benefici in termini di salute e di efficacia nel combattimento che contradistinguono lo Xing Yi Quan. Questo è possibile attraverso un duro lavoro con gli esercizi che la tradizione trasmette e che rappresentano uno strumento fondamentale per comprendere i princìpi che possiamo ragionevolmente considerare alla base e comuni poi agli stili interni (Tai Ji Quan, Ba Gua Zhang, Yi Quan, etc.).

Lo Xing Yi Quan, come evidenziato dal nome stesso, è composto da due parti fondamentali che sono complementari ed inscindibili tra loro, Xing”la forma” e Yi “l’intenzione” e cioè le forme ed il lavoro sull’energia interna, forza esterna e forza interna (Nei Gong Jing), il corpo e la mente, il visibile e il non visibile, lo Yin e lo Yang. Ognuno interagisce con l’altro con equilibrio e armonica sinergia secondo i dettami della filosofia taoista nella quale questo stile è strettamente compenetrato.

Concentrarsi solo una parte di esso (ad esempio solo studiando le forme) non permette di comprendere e realizzare quel patrimonio di conoscenza e valore che questo meraviglioso stile racchiude.

Alessandro Scorzoso

Intervista al Prof. Wu Dong

Maestro come le sembra il livello del Wushu in italia?

L’Italia è un paese bellissimo e ricco di cultura e, da ciò che ho potuto constatare, gli italiani amano molto le arti marziali e soprattutto il Wushu in tutte le sue espressioni Ho visto che esistono molte scuole di tai ji quan, ba gua e molti altri stili di Wushu e direi che il livello in molti casi è superiore rispetto ad altri paesi che io ho visitato.

Lei che è un docente universitario cosa ne pensa del Wushu moderno?

Io amo il Wushu e anche visto come sport non credo sia necessariamente negativo ma ritengo che siano stati fatti degli errori. Il wushu rappresenta una cultura e non può essere suddiviso e separato come se fosse l’agglomerato di tanti componenti messi casualmente insieme. Prendiamo ad esempio il sanda, che rappresenta il combattimento: in molti casi, purtroppo, viene insegnato da persone che non conoscono il Wushu e quindi ne deriva una carenza culturale e tecnica. Dobbiamo pensare al Wushu come se fosse un unico grande organismo in cui ogni parte ha la sua funzione e ragione di esistere. Il sanda è una parte integrante di questo e non piò essere extrapolato dal contesto in cui si trova, altrimenti ne consegue una inevitabile perdita. Lo stesso può essere detto riguardo al taolu in cui sono stati introdotti dei movimenti acrobatici che, pur essendo molto spettacolari, sono stati introdotti solo per esigenze coreografiche e di valutazione arbitrale.

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Lei quindi preferirebbe un ritorno al tradizionale?

Io penso che il Wushu sia uno e cioè che debba avere gli stessi principi indipendentemente dal fatto che si pratichi chang quan, nan quan, sanda, tai ji quan, xing yi quan, ba gua, tong bei, etc. Se abbiamo capito come usare bene il corpo, come usare il dan tian ed il significato completo dei movimenti eseguiti, allora ogni stile praticato, moderno o tradizionale che sia, va bene.

Vista la sua profonda conoscenza degli stili interni, come ritiene che debba essere affrontato lo studio di queste discipline?

Il Wushu è una disciplina vasta e complessa e comprende un aspetto salutistico, un aspetto filosofico ed un aspetto marziale: se lo si vuole comprendere e praticare in tutta la sua completezza è necessario non limitarsi allo studio di una sola parte di esso. E’ indispensabile pertanto ricercare sempre questi tre aspetti in ogni movimento e stile che noi pratichiamo. Questo vale a maggior ragione per i cosiddetti stili interni: talvolta , ad esempio, i praticanti studiano molte forme di uno stile credendo poi di essere conoscitori di quello stesso stile. Le forme sono molto importanti ma sono solo un passaggio, uno step, del lungo apprendimento delle arti marziali, così come i fondamentali, gli esercizi in coppia, il combattimento, le armi, etc. e non è possibile pensare di imparare un sistema limitandosi ad uno studio parziale.

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Lei che proviene da un ambiente tradizionale, cosa pensa dell’insegnamento universitario del Wushu?

Diciamo che ci sono aspetti positivi ed aspetti negativi. L’Università dello Sport predilige solo un certo tipo di insegnamento del Wushu ma permette nel contempo di poter effettuare una seria ricerca scientifica che talvolta negli ambienti tradizionali non è possibile attuare. Ritengo quindi che per lo sviluppo delle arti marzialidebba essere trovato un equilibrio cercando di conciliare le conoscenze scientifiche con tutti gli aspetti culturali e tecnici del Wushu tradizionale che rischiano di essere persi nella Cina di oggi.

 

Articolo pubblicato sulla rivista “EnerTao” marzo 2008

 

Il Dott. Yu Yong Nian

Ho iniziato il mio percorso con l’Yi Quan (Da Cheng Quan) nel 2002 quando il M° Luca Ghinolfi (mio amico e fratello di pratica) mi fece conoscere il Dott. Yu Yong Nian a Pechino e con il quale ho continuato a studiare fino al 2013 anno in cui il Maestro è deceduto. Il Dott. Yu era un medico ed era stato allievo diretto di Wang Xiang Zhai (fondatore dello stile) con il quale aveva approfondito lo studio dello Zhan Zhuang in tutti i suoi aspetti e, viste le sue competenze in medicina, ne aveva sperimentato anche un suo utilizzo in ambito terapeutico.

Dott. Yu Yong Nian 2005

Il Dott.Yu era un vero “Maestro” che durante i duri allenamenti a casa sua, sapeva conciliare la fermezza e la severità con la gentilezza e la comprensione. Uomo di cultura, sapeva apprezzare l’arte e la musica classica e alternava, durante le sue lezioni, momenti di duro lavoro a momenti di studio dei testi taoisti come il Tao The Ching offrendo immancabilmente ad i suoi allievi ed ospiti del buon the’ caldo. La mia grande ammirazione e riconoscenza per il Dott. Yu deriva in buona parte dal fatto che, oltre alla sua grande competenza, così da avermi fatto veramente conoscere il cosiddetto “lavoro interno” ed avermi quindi aperto un mondo nell’ambito delle arti marziali cinesi (e soprattutto stili interni) che comunque già praticavo da molti anni, aveva conservato un grande lato umano e di impostazione tradizionale che raramente riusciamo ancora a trovare nell’ ambito delle arti marziali. In lui potevi percepire il grande amore e passione che provava nei confronti del Wu Shu ed in particolare nell’Yi Quan di cui era uno dei massimi esponenti. Lo si percepiva quando iniziava a parlare, lo si capiva dal modo in cui modificava il tono della voce quando parlava di Yi Quan, dalla sua didattica, dal modo in cui si appassionava durante le sue spiegazioni, dal fatto che non chiedeva mai del denaro, dal modo con cui si prendeva cura e tutelava i suoi allievi qualora ce ne fosse stato bisogno, dal modo in cui curava nei dettagli le sue lezioni che, nonostante la difficoltà di comunicazione data dalla lingua, ci arricchivano e ci facevano amare sempre di più questo fantastico e misterioso stile. Ecco, dopo aver conosciuto il Dott. Yu Yong Nian ed aver avuto l’onore ed il privilegio di essere stato suo allievo insieme a pochi altri italiani (Maestro Luca Ghinolfi e Maestro Enzo Montanari), posso davvero ritenermi fortunato e posso dire di aver conosciuto un “vero” Maestro di Wu Shu.

Alessandro Scorzoso

Chi sono

Mi chiamo Alessandro Scorzoso e sono nato a Firenze il 6 settembre 1967, sono diplomato ISEF e laureato in Scienze Motorie, e la mia passione sono le Arti Marziali cinesi (il Wushu o più comunemente Kung Fu) che insegno da ormai quasi trenta anni. Ho creato questo blog con l’intento di condividere idee, articoli, libri e discutere su tutto ciò che riguarda le Arti Marziali…ma anche il movimento in genere, la Filosofia, le Scienze, le Arti e tanti altri argomenti.

Alessandro

Il Prof. Wu Dong

Il Prof. Wu Dong è stato uno dei pochi professori universitari ad entrare da giovanissimo come titolare di cattedra per il settore Wu Shu presso la prestigiosa Università dello Sport di Pechino. Proveniente dallo Shanxi, il Prof. Wu Dong è una persona dotata di estrema simpatia e cordialità ed è un profondo conoscitore di vari stili tradizionali fin da quando suo padre, all’età di sei anni, iiziò ad ipartirgli lezioni di Wu Shu. Successivamente fu introdotto presso molti famosi maestri come il M° Li Jin Bo, da cui ha appreso lo Xing Yi Quan della linea di Liu Qi Lan, il M° Zhang Qun Yun (allievo anche di Wang Xiang Zhai) con cui ha studiato il Tong Bei, il Pi Gua e l’Yi Quan. Ha studiato il BaJi ed il Chuojiao con il M° Zhang Kejian ed il Tai ji Quan stile Yang e Chen con molti famosi maestri fino poi a diventare uno dei pochi allievi diretti di Sun Jian Yun, figlia del grande Sun Lutang, e dalla quale ha ricevuto l’insegnamento del Tai Ji Quan, dello Xing Yi Quan e del Ba Gua Quan.

Il Prof. Wu Dong effettua continui viaggi in vari paesi  come Giappone, Stati Uniti, Francia, Grecia, Canada, Norvegia e da vari anni ormai periodicamente si reca anche in Italia, invitato dal sottoscritto e dal M° Luca Ghinolfi. Seguo assiduamente il Prof. Wu Dong dal 2004 recandomi quasi ogni anno a Pechino per studiare con lui lo Xing Yi Quan, il Tai Ji Quan stile Sun, lo stile Chen ed il Chan si Gong (esercizi del bozzolo di seta).